Come possiamo immaginare il futuro del turismo?

articolo di Cornelia Oppermann, insegnante di yoga e naturopata

Se c’è una cosa positiva di ogni crisi, è proprio la possibilità di mettere in discussione aspetti del funzionamento della società o della propria vita, gli aspetti che vengono normalmente accettati o dati per scontato. Mettere in dubbio significa anche riflettere su quello che si potrebbe migliorare.

Il Corona Virus ha fermato il mondo mettendo gravemente in discussione il turismo. In Italia il turismo è un settore economico importante, contribuisce al 13,2% del pil nazionale e ci lavorano 3,5 milioni di persone. Non solo l’Italia, ma tutti i paesi del sud Europa saranno molto penalizzati: la Spagna, il Portogallo, la Grecia e la Croazia. Parliamo dei paesi che – essendo già ampiamente indebitati – dipendono da questo settore in modo esistenziale. Quando pensiamo al turismo in queste zone, pensiamo subito al flusso dei vacanzieri tedeschi. Purtroppo in questo periodo viene „raccomandato“ dal ministro degli esteri, Heiko Maas, al suo popolo che solitamente prova una grande passione nel viaggiare, di restare nel proprio paese (1). Un dato di fatto che ovviamente crea l’ansia per chi lavora nel settore turistico: chi verrà quest’estate? D’altra parte si può constatare un grande bisogno da parte degli Italiani di spostarsi per andare in vacanza, dopo aver speso più di tre mesi confinati nei propri comuni. Tuttavia la situazione sicuramente non è facile per la grande maggioranza della popolazione: una grande incertezza economica, fallimenti, tensioni in famiglia, condizioni di stress cronico pesante – anche creato dagli media terrorizzanti – (2), paura e insicurezza riguardo a contagi o dubbi come poter rilassarsi in un ambiente marcato da mascherine e da sterilità…

Fermiamoci un’attimo per riflettere sulla condizione dello stress cronico, al quale siamo quasi tutti costantemente sottoposti nelle nostre vite moderne, anche senza virus:

Cosa succede nel nostro corpo e nella nostra psiche, cosa succede al nostro sistema immunitario quando siamo “stressati”?

Lo scienziato ungherese Hans Selye ha definito tre fasi fondamentali dello stress (3): la fase di allarme, dove risponde il sistema nervoso simpatico – battito del cuore accelerato, pressione sanguigna, tensione muscolare e liberazione degli ormoni surrenali (cortisolo e adrenalina), la fase di resistenza nella quale l’organismo tenta di adattarsi alla situazione producendo risposte ormonali specifiche per combattere gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, e poi la fase di esaurimento, nella quale si entra se la condizione di stress continua: l’organismo diventa incapace di difendersi e di adattarsi, risultando poi nelle cosidette „malattie dell’adattamento“, come ad esempio il diabete e l’ipertensione. Si aggiunge tutto lo spettro dei sintomi psico-fisici, come l’ipervigilanza, problemi del sonno, ansia e ritiro sociale, dolori cronici. Gradualmente si può entrare in condizioni gravi come l’indebolimento cronico del sistema immunitario con alta suscettibilità a infezioni (!) e patologie infiammatorie generalizzate che possano portare poi al decadimento cognitivo e alla depressione cronica (con rischio aumentato di suicidio) (4).

Quando parliamo di stress, come accennato prima, pensiamo ad un qualcosa di negativo con i suoi effetti problematici e anche patologici. Ma esiste anche lo stress che ci può rendere felici, l’“eustress“: Conosciamo tutti l’esperienza del superare le nostre paure, la nostra letargia, salendo una montagna fino in cima, tuffandosi nel acqua fresca e profonda, alzandosi all’alba per una passeggiata silenziosa o per fare yoga in natura respirando l’aria fresca ed ionizzata della rugiada mattutina, oppure semplicemente scoprendo qualcosa di nuovo. In altre parole: spingersi in modo sano oltre i nostri limiti, superandoli in modo sensato crea un’euforia. Abbiamo la stessa sensazione – aumento del battito cardiaco e dell’adrenalina, un sentirsi più sveglio – ma la viviamo in modo positivo. Avremo guadagnato più fiducia in noi stessi e un senso di libertà che ci fa sentire come se volessimo abbracciare il mondo… Essa è la terapia più bella che le vacanze possano regalarci. Torneremo „neonati“ con una più grande spinta verso i nostri doveri quotidiani. In effetti, l’eustress – al contrario del „distress“ (lo stress cronico o patologico) – ha un effetto positivo sulla rigenerazione delle forze fisiche ed immunitarie.

Parlando del futuro del turismo non si può tralasciare un’altro aspetto importante nella crisi dovuto al corona virus, che è allo stesso tempo al centro della nostra crisi climatica ed ambientale: Abbiamo visto vari studi scientifici informarci sul fatto che l’inquinamento abbia un suo ruolo importante nell’epidemia (5), che l’aria inquinata nelle regioni industriali dell’Italia del nord abbia gravemente aumentato la contagiosità del virus. E abbiamo anche sentito gli esperti dirci che l’alterazione delle varie specie di virus più aggressivi e contagiosi degli ultimi decenni possano essere visti come risultato di un ambiente sempre più inquinato (6), di un’agricoltura sottomessa a una politica capitalista senza rispetto ne per gli animali, per l’ambiente o per la salute dell’uomo, ma unicamente alla ricerca del massimo profitto. Anche l’alimentazione è un punto cardine nel discorso. Essa sembra portarci ad un punto d’incontro tra il rafforzamento del corpo per renderlo più forte e immune alle malattie da un lato, e dall’altro la salvaguardia dell’ambiente, sostenendo ad esempio piccole aziende locali di agricoltura biologica. Possiamo pensare alla natura come al nostro corpo, anche lei ha bisogna di attenzione e cura. Di cosa ha bisogno? Di meno pesticidi, meno allevamenti di massa senza farmaci e di conseguenza di minore consumo della carne o del latte in generale. L’ambiente e il nostro corpo saranno grati di una più grande varietà di verdura biologica e dei cereali ricci di minerali provenienti non da monocolture ma metodi che includono una biodiversità (7) come la permacoltura o l’agricoltura biodinamica.

Potremmo arrivare quindi alla conclusione, che è il nostro dovere di iniziare da subito a cambiare i nostri atteggiamenti verso noi stessi e verso l’ambiente e le sue risorse, facendo scelte più consapevoli… e inoltre, che è un piacere scegliere modi più interessanti, variati e gustosi per nutrirsi e nel partire in vacanza. Visto tutto questo … e se passassi una settimana in montagna (invece del „solito“ mare), dormendo nei rifugi, mangiando i formaggi di malga, di mucche pascolando nei prati, mentre si cammina all’aria aperta?

Quindi… cosa serve ora a noi tutti?

Dopo mesi di confinamento nelle nostre case ci serve sicuramente prima di tutto il sentirsi collegati ad un mondo naturale, quindi è importante spendere tempo all’aria aperta e in natura, respirare senza confini (anche senza mascherina!): è proprio questo respiro libero che ci collega con una sfera più universale, condivisa con tutti gli esseri viventi. Alla fin fine ci serve ora di risvegliare i nostri sensi: nel vedere bellezze naturali che ispirano armonia, ascoltare il fruscio del vento negli alberi, il canto degli uccelli all’alba e sentire il corpo attivo, la pelle sudata e i muscoli riscaldati. Ci serve la sensazione dell’aria fresca che sfiora la pelle, il sole che bacia il viso. Il godersi una cena parlando, ridendo e scambiando idee con amici (anche rispettando la distanza) in giardino sotto gli alberi circondati da fiori, con piatti colorati e profumati di erbe e spezie, un buon vino della regione, e perché no, con una dolce musica dal vivo in sottofondo …

una dolce serata d’estate nel giardino del Park Hotel Azalea a Cavalese

Una vacanza dovrebbe farci sentire in ottima forma, non solo nel senso fisico, ma ricaricandoci con una nuova fiducia fondamentale, nella vita, in noi stessi e nella nostra volontà. Dovrebbe offrirci esperienze che ci rinforzano nella nostra completezza – corpo, animo e spirito – nella nostra affinità con la natura e gli altri, che inspirano e aprono nuovi orizzonti mentali, che aiutano a superare i propri limiti e che ci avvicinano – inoltre – alle meraviglie del nostro pianeta… In essenza: Imparare di star bene in modo attivo e consapevole amplificando l’eustress.

(1) „Spiagge vuote“ (Der Spiegel, Germania), Internazionale 8/14 maggio 2020
(2) Intervisto su Byoblu „Il vero mostro deve ancora arrivare“ con i medici Stefano Manera, Fabio Milani; https://youtu.be/s_jovXgS4eM
(3) Hans Selye, 1936, „General Adaptation Syndrom (G.A.S.)“
(4) Tang et al., 2016, „Hippocampal neurogenesis dysfunction linked to depressive-like behaviors in a neuroinflammation induced model of depression“
(5) https://www.heise.de/tp/features/Feinstaubpartikel-als-Viren-Vehikel-4687454.html
(6) „Solo una rivoluzione ecologica ci salverà“ (Perrine Moutere, Le Monde, Francia), Internazionale 17/23 aprile 2020

(7) “Ecological reflections on the corona virus” by Dr. Vandana Shiva https://www.navdanya.org/bija-refelections/2020/03/18/ecological-reflections-on-the-corona-virus/

l’esperienza di una cascata dopo il confinamento… The experience of a waterfall after confinement.

How can we imagine the future of tourism?

article by Cornelia Oppermann, yoga teacher and naturopath

If there is one positive thing about any crisis, it is the possibility of questioning aspects of the functioning of society or one’s own life, aspects that are normally accepted or taken for granted. Questioning also means reflecting on what could best be changed for the better.

The Corona Virus has stopped the world and is therefore also seriously questioning tourism. In Italy tourism is an important economic sector, it contributes to 13.2% of the national GDP and 3.5 million people work in this field. Not only Italy, but all southern European countries will be very affected: Spain, Portugal, Greece and Croatia. We are talking about the countries which – being already heavily indebted – depend on this sector in an existential way. When we think of tourism in these countries, we immediately think of the Germans. Unfortunately Heiko Maas, the German Foreign Minister has just “recommended” to this people that loves travelling, to stay in their own country (1). A fact that obviously creates anxiety for those who work in the tourism sector: who will come this summer? On the other hand the Italians will surely have a great need to move and go on holiday, after having spent more than three months confined in their comunes. However, the situation is certainly not easy for the great majority of the population: a great economic uncertainty, insolvencies, tensions in the family, conditions of heavy chronic stress and even burnout – also created by the terrifying media coverage – (2), fear and insecurity regarding contagions or doubts about how to relax in an environment marked by masks and sterility…

Let us pause for a moment to reflect on the condition of chronic stress, to which we are almost all constantly subjected in our modern lives, even without viruses:

What happens in our body and in our psyche, what happens to our immune system when we are “stressed out”?

The Hungarian scientist Hans Selye has defined three basic stress phases (3): the alarm phase, where the sympathetic nervous system responds – accelerated heartbeat, blood pressure, muscle tension and release of adrenal hormones (cortisol and adrenaline), the resistance phase in which the body tries to adapt to the situation by producing specific hormonal responses to combat the negative effects of prolonged fatigue, and then the exhaustion phase, in which we enter if the stress condition continues: the body becomes unable to defend itself and adapt, resulting in metabolic symptoms and diseases such as diabetes and hypertension. Added to this we can find the whole spectrum of psycho-physical symptoms, such as hypervigilance, sleep problems, anxiety and social withdrawal, chronic pain. Gradually one can enter into serious conditions such as a chronically weakened immune system with high susceptibility to infections (!) and generalized inflammatory diseases that can then lead to cognitive impairment and chronic depression (with increased risk of suicide) (4).

We normally think of „stress“ in a negative way, such as discussed before, with its problematic and pathological effects. But there is also a kind of stress that can make us happy, the “eustress”: We all know the experience of overcoming our fears, our lethargy, climbing a mountain to the top, diving into deep, fresh water, getting up at dawn for a silent walk or doing yoga in nature, breathing the fresh, ozonized air of morning dew, or simply discovering something new. In other words: to push our limits in a healthy way, overcoming them in a considered way creates euphoria. We have the same feeling – increased heartbeat and an alertness due to increased adrenaline – but we experience it in a positive way. We have gained more self-confidence and a sense of freedom that makes us feel as if we want to embrace the world… It is the most beautiful therapy that holidays can give us. We will return “newborn” with a healthy push towards our daily duties. In fact, eustress – as opposed to “distress” (chronic or pathological stress) – has a positive effect on the regeneration of our body and its and immune forces.

Speaking of the future of tourism, another important aspect of this crisis due to the corona virus should not be overlooked, and that is just as much related to our climate and environmental crisis: we have seen various scientific studies informing us that pollution plays an important role in this epidemic (5), that the polluted air in the industrial regions of northern Italy has seriously increased the contagiousness of the virus. And we have also heard experts tell us that the alteration of the various species of the most aggressive and contagious viruses of recent decades can be seen as the result of an increasingly polluted environment (6), of an agriculture subjected to capitalist politics which do not respect animals, nor the environment or human health, but aims only at maximum profit. In fact, food is also very much at the centre of the discourse. It seems to bring us to a junction between the need to strengthen the body in order to make it stronger and immune to disease on the one hand, and to protect the environment on the other, for example by supporting small local organic farms. We can think of nature just as of our body, it needs attention and care just as much. And what is it exactly it needs? Less pesticides, less intense mass animal farming without pharmaceuticals and consequently less meat or milk consumption in general. The environment as well as our bodies will be grateful for a larger variety of organic vegetables and grains rich in minerals grown more naturally with methods based on biodiversity such as permaculture or biodynamic agriculture, not in monoculture (7).

We may therefore come to the conclusion that it is our duty to start immediately to change our attitudes towards ourselves, the environment and its resources, making more conscious choices… but we may also discover that it is a pleasure to choose more interesting, varied and tasty ways to eat and go on holiday. Given all this … what if you’d spent a week in the mountains (instead of the “usual” beach holiday), sleeping in refuges, eating cheese from alpine pasturing cows, hiking and spending all the day outdoors?

So… what is it, that we all need most at the moment?

After months of confinement in our homes we certainly need first of all to feel connected to a larger natural world, so it is important to spend time in the open air and in nature, breathing without boundaries (even without mask!): it is precisely this free breath that connects us with a more universal sphere, shared with all living beings. Ultimately we now need an awakening of our senses: to see natural beauty that inspires harmony, to listen to the rustling of the wind in the trees, to the birdsong at dawn and to feel our active body, sweaty skin and warm muscles. We need the feeling of fresh air brushing against our skin, the sun kissing our face. Enjoying a dinner talking, laughing and exchanging ideas with friends (even respecting the distance) in the garden under the trees surrounded by flowers, with colorful dishes fragrant of herbs and spices, a good wine of the region, and why not, with sweet live music in the background …

A holiday should make us feel in great shape, not only in the physical sense, but recharging us with a new fundamental confidence in life, in ourselves and in our willpower. It should offer us experiences that strengthen us in our completeness – body, soul and spirit – in our affinity with nature and our fellow humans, that inspire and open new mental horizons, that help us to overcome our limits and that bring us closer to the wonders of our planet… In essence: Learning to feel good in an active and conscious way, in the sense of eustress.

(1) „Spiagge vuote“ (Der Spiegel, Germania), Internazionale 8/14 maggio 2020
(2) Interview on Byoblu with the medical doctors Stefano Manera, Fabio Milani;
https://youtu.be/s_jovXgS4eM
(3) Hans Selye, 1936, „General Adaptation Syndrom (G.A.S.)“
(4) Tang et al., 2016, „Hippocampal neurogenesis dysfunction linked to depressive-like behaviors in a neuroinflammation induced model of depression“
(5) https://www.heise.de/tp/features/Feinstaubpartikel-als-Viren-Vehikel-4687454.html
(6) „Solo una rivoluzione ecologica ci salverà“ (Perrine Moutere, Le Monde, Francia), Internazionale 17/23 aprile 2020

(7) “Ecological reflections on the corona virus” by Dr. Vandana Shiva https://www.navdanya.org/bija-refelections/2020/03/18/ecological-reflections-on-the-corona-virus/

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