Ma cosa può capirci di osteopatia un bambino?! I motivi per cui fare un corso infantile di yoga osteopatico.

“Mamma ti faccio un massaggio” … ecco che non appena appoggia la sua manina su di me comincia la magia perché in quel momento
LUI E’ LI’ CON ME E PER ME NEL QUI ED ORA.
articolo di De Martin Pinter Veronica

Partiamo da un assunto di base: l’umiltà è bambina e la presunzione adulta. Detto ciò, io per prima ho passato anni sui libri di anatomia, tra esercitazioni, tirocini e lacrime per ciò che non capivo e non mi entrava in testa. E’ legittimo quindi pensare che se fa fatica a capire un adulto, figuriamoci un bambino. Ecco però che i bambini hanno un paio di assi nella manica di cui noi ci siamo dimenticati strada facendo. Il primo è l’INTUITO, perché privi di nozioni, condizionamenti e preconcetti, sono liberi di esplorare e sentire come piccoli ricercatori. Noi adulti purtroppo lo abbiamo sepolto da qualche parte perché è oggettivamente più semplice quando la signora Anna viene per un mal di schiena trattarla applicando ciò che ci è stato spiegato a pagina 21 del libro “Tal dei Tali ” , come da manuale del resto. Questo modus operandi ha un vantaggio immenso, ci leva la responsabilità di pensare e il coraggio di provare a cercare di capire ciò che il corpo ci sta dicendo. Non secondariamente ci permette di risparmiare un sacco di fatica perché, l’essere dei piccoli Sherlok Holmes, implica l’uso di molta energia e probabilmente riusciremmo a visitare non più di quattro clienti al giorno. Certo però che se il pilota automatico reca dei vantaggi in termini di ottimizzazione delle risorse, certo è che l’empatia e la sensibilità vanno a farsi benedire. Il bambino poi ci stupisce tirando fuori dal cilindro un altro coniglio, che non è quello di “Alice nel Paese delle meraviglie”, ma poco ci manca. Per questo mi rifaccio ad un’esperienza personale; io ho due bambini, un maschio di 5 anni e una femmina di 4. Al maschietto piacciono i massaggi, forse memore dei trattamenti fatti dalla sottoscritta e da un’infermiera osteopata neonatale che lo ha seguito nei primi anni. Quando siamo nel “momento coccole” mi dice spesso “mamma ti faccio un massaggio” … ecco che non appena appoggia la sua manina su di me comincia la magia perché in quel momento Lui è lì con me e per me nel QUI ED ORA. Quante volte capita che mentre trattiamo la fantomatica signora Anna stiamo pensando alla spesa, ai bambini, alla macchina e quant’altro? E’ un fallimento quando ciò accade perché il nostro cliente si fida e si affida a noi che, in quel momento, non ci siamo assolutamente per Lui.  Ecco che quando faccio un corso di yoga osteopatico accade spesso che da insegnante divento allieva di questi piccoli grandi Maestri di Vita. Non importa quindi cosa capisce il bambino dell’osteopatia, piuttosto cosa prova in quest’esperienza. Pensate forse che non sia in grado di sentire un ritmo craniosacrale o una densità fasciale? Forse non lo saprà definire e spiegare, ma è perfettamente in grado di percepire le variazioni del corpo e, in ogni caso, avrà nel suo lungo viaggio chiamato Vita una risorsa in più nella sua valigia. Se queste ragioni non vi sembrano abbastanza forse dobbiamo riflettere su due cose: la prima è quale sia l’aspettativa del genitore e capire che forse non corrisponde a ciò che si aspetta il bambino, la cui natura non è quella di avere aspettative. La seconda è rivolta ai colleghi che nicchiano nel mostrare apertamente ciò che facciamo quasi ci fosse dietro il segreto di pulcinella. Bè per questi ultimi ho due notizie. La cattiva è che tutti abbaiamo la capacità innata di sentire il corpo. La buona è che non tutti sono portati per fare l’osteopata. Il problema nasce quando a fare l’osteopata è una persona che non ha la vocazione e per questo c’è da riflettere.

video geometria sacra e Natura

What can a child understand of osteopathy?!
The reasons why a course for Kids in osteopathic yoga makes sense.

„Mummy, I’ll make you a massage“… why is it, that in the moment he puts his hand on me, begins the magic? Because HE IS WITH ME AND THERE FOR ME IN THAT VERY MOMENT.

an article by Veronica De Martin Pinter

Let’s start from a very basic assumption: humility is the nature of the child, while presumptuousness is adult like. I am saying this after having spent years on anatomy books, with exercises, internships and tears for what I didn’t understand and didn’t get into my head. So it’s legitimate to think that if an adult can hardly understand a thing, let alone a child. Here, however, children have a couple of tricks up their sleeves that we forgot about along the way. The first one is INTUITION, because without knowledge, conditioning and preconceptions, they are free to explore and feel like little researchers. We adults have unfortunately buried it somewhere, as for us it is objectively easier to apply what’s explained on page 21 of the book “Tal dei Tali” when Mrs. Anna comes to us for a treatment for her backache, we’ll proceed just „by the book“. This modus operandi has an immense advantage: It saves us from the responsibility to think and to take the courage to try and understand what the body is telling us. Not less importantly, it allows us to save a lot of effort because being little Sherlok Holmes implies of a lot more energy and probably we wouldn’t be able to receive more than four clients a day. But of course, if the „autopilot“ has advantages in terms of optimizing resources, empathy and sensitivity will go down the drain. The child then amazes us by pulling another rabbit out of the cylinder, which is not exactly the one from “Alice in Wonderland”, but there’s not much missing.
Here I would like to tie in with my personal experience: I have two children, a boy of 5 and a girl of 4. The boy likes massages, perhaps because they remind him of the treatments I have been giving myself and also those of a neonatal osteopath nurse who followed him in the early years. When we are in the “cuddling moment” he often says to me “Mummy I will give you a massage” … and as soon as he puts his little hand on me, the magic begins, because in that moment he is there with me and for me in the HERE AND NOW.

How many times does it happen to us while we are treating the symbolic „Mrs. Anna“, that we are thinking about shopping, the children, the car and all the other stuff? But when this happens we are failing, because our clients trust and entrust us, but we aren’t absolutely there for them in the actual moment. That’s why while teaching an osteopathic yoga course for children, it often happens that I become the student of these great little Masters of Life. So in the end it doesn’t matter what the child understands about osteopathy, but rather what he feels in this experience. You might think that he is not able to feel a craniosacral rhythm or fascial density? He may not be able to define and explain it, but he is perfectly able to perceive the variations of the body and, in any case, he will – on this long journey called Life – have an extra resource in his suitcase. If these reasons do not seem enough to you, perhaps we need to reflect on two things: the first is what the parent’s expectation is and understand that perhaps it does not necessarily correspond with what the child expects, whose nature is generally not to have expectations. The second reflection is aimed at colleagues who are not sure they want to openly talk about what they are doing when treating a client, just as if a treatment were about a puffin secret. Well, I have two kinds of news for the latter. The bad news is that we all have the innate ability to feel the body. The good news is, not everyone is cut out to be an osteopath. The problem arises when the osteopath is a person who does not have the vocation to be an osteopath and in that case there might be something to think about.

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