Riflessioni sul pensiero di un Artista – Ezio Bosso

articolo di Piervittorio Ranaletti, dott. ing.

Voglio ricordare un grande Artista ma soprattutto un grande Uomo perché il 15 Maggio 2020 è morto il compositore, pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso.

“Rain, in your black eyes” di Ezio Bosso (2012)
Giacomo Agazzini Violin, Relja Lukic Cello, Ezio Bosso Piano
con gli imagini di Joris Ivens “Regen” (1929)

Era nato a Torino nel 1971 e si era avvicinato alla musica all’età di 4 anni. Nel 2011 era stato operato al cervello per l’asportazione di un tumore ed è stato poi colpito da una grave malattia neurodegenerativa. Nonostante ciò, ha continuato a suonare a comporre e a dirigere.

Poi nel settembre del 2019 il peggioramento lo ha costretto ad annunciare che non avrebbe più suonato il pianoforte in pubblico: “Se mi volete bene, smettetela di chiedermi di mettermi al pianoforte. Non sapete il dolore che mi provoca. Non posso dare alla musica abbastanza”.

Occorre ricordare che Bosso è stato un artista di primo piano nella musica classica mondiale, sia come compositore che come direttore d’orchestra; la musica, quindi, è stato il motore che ha tenuto in vita il grande artista che ha sfidato con la passione e il sorriso anche il dolore.

Bosso, dotato di una auto ironia e di una comunicativa unica, unite ad un fascino personale indubitabile, riusciva a trasmettere gioia e luminosità con il suo esempio. «Come faccio a dire che non sono fortunato?»

«La musica è la mia compagna di vita, continuo a studiare da 40 anni e continuo a stupirmi, a rinnovare quell’amore, a sentirmi piccolo, parte di una cosa grande. Quello che lascio come compositore si saprà quando non ci sarò più, non adesso. Ora ha importanza solo fare bene.»

Per lui la Musica è “Armonia”, ecco è questa la parola chiave: in un’orchestra ogni singolo strumentista deve suonare in sintonia, in armonia appunto con gli altri.

L’origine della parola “Armonia” deriva dal greco “accordo” e viene usata per lo più in senso estensivo per indicare il particolare rapporto che unisce più parti o elementi; così lo hanno usato ad esempio Foscolo (“Né da te, dolce amico, udrò più il verso e la mesta armonia che lo governa.”) e Leopardi (“Ed erra l’armonia per questa valle.”) ed “Armonia prestabilita” è anche il principio con cui Leibniz spiega l’accordo tra le monadi, ossia tra i vari centri individuali di attività che costituiscono l’universo.

Io ritengo che “Armonia” sia il criterio alla base di tutte le forme del bello, nella Pittura, nella Scultura ecc…ecc e naturalmente anche nella Musica.

L’uomo agisce in base a delle spinte emotive o seguendo dei criteri razionali; l’Arte, a mio parere, deve essere guidata dalle prime, deve creare emozioni e quindi parla a quello che chiamiamo “cuore” in contrapposizione a quello che chiamiamo “cervello” che è dominio della Scienza.

Quando qualcuno, per farmi apprezzare il lavoro di un artista, mi dice “… qui l’artista voleva esprimere…” introduce un criterio di giudizio razionale che, a mio parere, non può essere valido per un’opera d’arte.

Ecco Bosso vive profondamente questo rapporto con l’Arte/Armonia… “In orchestra”, diceva, “non è più bravo chi suona più forte degli altri, ma chi sa ascoltare gli altri e ogni orchestrale deve donarsi al suo compagno per creare qualcosa di superiore”, e questo concetto lo porta nella sua vita, anche al di fuori della sua professione.

Nel discorso che ha tenuto ai membri del Parlamento Europeo nel Giugno 2018 egli paragona l’Unione Europea ad un’Orchestra che raggiunge il suo obiettivo se e quando i suoi “musicanti” (i 28 Paesi che ne fanno parte), “suonano” in accordo.

Intervento di Ezio Bosso al Parlamento Europeo nel giugno 2018

Bosso si confrontava spesso, in modo del tutto personale, con il Mistero e la Spiritualità; sue sono queste frasi significative:

  • “La musica ha potere di purificare tutti, non è solo un linguaggio ma una trascendenza, che è ciò che ci porta oltre.”
  • “La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.”
  • “Per me la morte non esiste, è una parte della vita.”

“Armonia” come la legge universale che governa la Natura e che è alla base della Vita che è sintesi, armonia appunto, tra Energia e Materia.

L’Uomo spesso si comporta in modo disarmonico, non in accordo con le regole della natura così come avviene per le cellule cancerogene all’interno di un organismo. L’Ego dell’uomo a volte soffoca il comportamento “naturale” e il “Libero Arbitrio” è forse il regalo più rischioso che Dio ha fatto all’uomo.

Aggiungo per concludere, come citazione, la lettera del Maestro Bosso ai cittadini europei del 26 maggio 2019:

“Quanto è bella la parola Unione. Deriva da “unus”, essere uno. Significa divenire un unico corpo, condividendo le nostre singolarità e nutrendo attraverso l’altro la nostra esistenza. È una parola che racchiude la sacralità insita nell’essere umano, la sacralità del vivere ogni giorno per rendersi inseparabili e proteggersi quotidianamente. Se ci pensiamo è la prima parola associata all’amarsi, rende quell’amore oggetto terzo, lo dichiara: è la base su cui poggiamo il desiderio di essere famiglia.
Bella è quindi la scelta di popoli che si sono avvicinati e sono divenuti una nazione più grande grazie al contributo di ogni singola cultura, esperienza, fortuna, di ogni trauma. La bellezza sta nella prospettiva che i nostri popoli si sono dati per essere un’umanità migliore e impedire che qualcuno decidesse di nuovo di possedere e disporre della vita dell’altro.
La bellezza sta in quel giorno in cui finalmente siamo diventati europei, fondando un’Unione su sogni antichi e generosi, su auspici di condivisione, sull’ambizione di crescere insieme. La bellezza sta nel partecipare, abbattere i muri, accedere al superamento dei confini sia pratici e fisici, sia semantici.
Vedete, la fortuna di essere un interprete di musica è anche questa. Non si esegue semplicemente un autore di un paese o di un altro. Lo si diventa: per poter interpretare bisogna accantonare ogni egoismo e barriera, bisogna mettere al servizio la propria origine fino a trasformarsi in qualche modo nell’altro. Io in una sera, quando dirigo o suono, ho la fortuna di poter essere tedesco, inglese, austriaco, ceco o polacco pur restando con orgoglio italiano.
Partecipare a un’Unione diventa una forma di liberazione vera e propria, è l’opportunità di trascendere nell’idea di “altro”.

La nostra Unione è questa: portare contributo, poter appoggiarsi e avere sostegno alle nostre fragilità, poter rispecchiarsi. L’opportunità di riconoscersi è un diritto così voluto, cercato, così fondamentale.
L’Unione, come in amore e in musica, ha bisogno di essere determinata costantemente, con ogni pensiero e con ogni parola. Soprattutto con ogni gesto, un termine che da direttore d’orchestra mi è particolarmente caro.
Cambiando insieme. Diventando piccoli e grandi allo stesso tempo.
Sono felice che lo sforzo di tante lotte abbia portato a questo regalo, questa fortuna. Che abbia allargato i sorrisi.
E forse oggi è il caso di ricordarlo ancora di più, di lavorare ancora di più perché non lo si dimentichi, nemmeno in quel luogo cruciale già solo nella sua definizione: il Parlamento. Perché è lì che appunto si parla, ma soprattutto si ascolta.
Noi cittadini (che vuole dire “libero” e anche a questo va ricordato e protetto) come in ogni Unione siamo chiamati a portare il nostro contributo tramite gesti che contengono opinioni, manifestano problemi, ci rendono parte di ogni luce. E il primo piccolo gesto per esprimere la nostra libertà, per rafforzare il nostro diritto a riconoscerci, a dare e ricevere vicinanza è proprio il voto.


Sì, è bella la parola Unione. Mi piace l’idea che come ogni cosa bella sia da proteggere e che ci aiuti ad amarci un po’ di più.
È bello poter dire “Sono un europeo. Sono me stesso e sono insieme all’altro. Sono unito.”
Perché l’Unione europea non è solo un’istituzione. È la definizione di un sentire. È la dichiarazione di un sentimento. L’Unione europea siamo tutti noi. Ogni giorno.”

Per approfondire:
1) La Patetica di Čajkovskij: https://www.raiplay.it/video/2019/12/che-storia–la-musica-Ezio-Bosso-Cajkovskij-4a49bbfc-6846-4403-85f6-ba39831fa470.html
2) La Quinta e la Settima di Beethoven: https://www.raiplay.it/video/2019/06/La-Quinta-e-la-Settima-di-Beethoven—Che-storia-e-la-musica—Ezio-Bosso—09062019-e2413897-d56c-4d80-98ba-4305b60de3ac.html
3) Col Margherita – 13 luglio 2011 https://www.youtube.com/watch?v=aPR0TdCWW4g
4) Concerto per la terra https://youtu.be/p6zFjGg4zyo
Clouds, The mind on the (Re)Wind https://youtu.be/pEB_3cxzKv8?list=PLy6TqSc6l8JFBZF_ATPiTP9sBSKY0yDn9
5) Armonia in natura https://youtu.be/vpY4YDcBcGU
6) La Natura è una grande sperimentatrice https://youtu.be/zAZ8GVDxWnY

Ezio Bosso con l’Italian Cello Consort nel contesto dei “Suoni delle Dolomiti” il 13 luglio 2013



Reflections on the thoughts of an artist

article by Piervittorio Ranaletti

I want to remember a great artist and, above all, a great man who died on May 15, 2020: the composer, pianist and conductor Ezio Bosso.

Born in Turin in 1971, he first approached music at the age of 4. In 2011 he had to be operated on his brain for the removal of a tumor and in consequence of this, he was affected by a serious neurodegenerative disease for the rest of his life. Despite this condition, he continued to play, compose and conduct music.

Then, in September 2019, the worsening of his health forced him to announce that he would no longer play the piano in public: “If you love me, stop asking me to play the piano. You don’t know the pain this causes me. I can’t give anymore enough of myself to the music I play”.

It should be remembered that Bosso was a leading artist in world classical music, both as a composer and as a conductor; music, therefore, was the driving force that kept the great artist alive, who challenged even pain with passion and a smile.

“Clouds, The mind on the (Re)Wind” by Ezio Bosso (2010)
Ezio Bosso Piano, Giacomo Agazzini Violin

Bosso, endowed with a sense of self-irony and unique communication skills, combined with an unquestionable personal charm, was able to convey joy and brightness with his example. “How can I say that I’m not lucky?”

“Music is my life companion, I’ve been studying her for 40 years and I continue to amaze myself, to renew that love for her every day, to feel small, part of something bigger. What I leave as a composer will be known when I’m gone, not now. All that matters now, is doing well.”

For him Music was “harmony”, in the key sense of the word: in an orchestra every single instrumentalist has to play in tune, in harmony with the others.

The origin of the word “Harmony” comes from the Greek word “accordo” and is mostly used in a broader sense to indicate the particular relationship that unites several parts or elements; this is how Foscolo used it for example (“Neither from you, sweet friend, will I hear the verse and the sad harmony that governs it anymore.”) and Leopardi (“And it was the harmony for this valley.”) and Armonia prestabilita is also the principle with which Leibniz explains the relation between the monads, that is, between the various individual centers of the activity that make up the universe.

I believe that “harmony” is the basic criterion for all forms of beauty, in painting, sculpture etc…etc. and of course also in music.

Man acts on the basis of emotional drives or following rational criteria; Art, in my opinion, must be guided by the former, it must arouse emotions and therefore speaks to what we call “heart” as opposed to what we call “brain” which is the realm of science.

When someone, in order to make me appreciate the work of an artist, says to me “… here the artist wanted to express…” he introduces a rational judgement criterion that, in my opinion, cannot be valid for a work of art.

Looking at Bosso, we saw him living this relationship with Art/Harmony in a very profound way… “In the orchestra”, he said, “not the one who plays louder than others is “good”, but the one who knows how to listen to the others as every member of the orchestra must dedicate himself to the whole in order to create something superior”, and it was just this concept that he carried into his life, even outside his profession.

In the speech he gave to the members of the European Parliament in June 2018 he compared the European Union to an orchestra that could achieve its goal only if its “musicians” (the 28 countries that are part of it) would “play” in harmony.

Bosso often confronted himself, in a very personal way, with mystery and spirituality; these are some his significant phrases:

  • “Music has the power to purify everyone, it’s not just a language but it is transcendence, with the potential of taking us beyond.”
  • “Music teaches us the most important thing that exists: to listen. Music is like life, it can only be done in one way: together.”
  • “For me death doesn’t exist, it’s a part of life.”

“Harmony” as a universal law that governs nature and that is the basis of life, which is synthesis, harmony between energy and matter.

Man often behaves disharmoniously, not in accordance with the rules of nature, in the same way as cancer cells grow within an organism disharmonically. Man’s Ego sometimes stifles “natural” behavior and “Free Will” is perhaps the most risky gift God has given us.

To conclude, i may add as a quotation the letter of Ezio Bosso to the European citizens of 26 May 2019:

“How beautiful is this word “union”, it comes from “unus”, to be one. It signifies becoming one body, sharing our singularities and nourishing our existence through the other. It is a word that encapsulates the sacredness inherent in the human being, the sacredness of living every day to make ourselves inseparable and protect ourselves in daily life. If we think about it, it is the first word associated with love, it creates out of love a third party, declaring it as the basis on which we rest our desire to become a family.
Beautiful is therefore the choice of peoples who have grown closer and have become therefore a greater nation thanks to the contribution of every single culture, experience, fortune, every trauma. Beauty lies in the perspective that our peoples have dedicated themselves to become a better humanity and to prevent us from again wanting to possess and dispose of the life of the other.
Beauty lies within the day when we finally became “Europeans”, founding a Union based on ancient and generous dreams, on hopes of sharing, on the ambition to grow together. Beauty lies in participating, in breaking down walls, in trying to overcome both practical, physical, and semantic boundaries.
You see, the great fortune of being a musician lies also in this. You don’t simply perform the work of an composer from one country or another. You become them all: in order to be able to interpret you have to put aside all your selfishness and barriers, you have to put your origin at the service until you somehow become the other. In one evening, when I conduct or play, I am fortunate enough to be German, English, Austrian, Czech or Polish while remaining proudly Italian.
Participating in a Union becomes a form of true liberation, an opportunity to transcend into the idea of “other”.

Our Union is also that: to make a contribution, to be able to support and have support for our fragilities, to be able to reflect ourselves. The opportunity to recognise ourselves is such a desired, sought after, fundamental human right.
A Union, in love just as in music, needs to be constantly determined anew, with every thought and every word. Above all, with every gesture, a term that – being a conductor – is particularly dear to me.
Changing together. Becoming small and big at the same time.
I am happy that the effort of so many struggles has led to this gift, this fortune. That it has amplified our smiles.

And perhaps today it is appropriate to remember it even more, to work even more to ensure that it will not be forgotten, not even in this crucial place – already by definition: Parliament. Because that is where we talk, but above all we should learn to listen.
We citizens (which means “free” and this too must be remembered and protected), as in every Union, are called upon to make our contribution through gestures that contain opinions, manifest problems and make us part of every light. And the first small gesture to express our freedom, to strengthen our right to recognize ourselves and the other; to vow to this signifies precisely: giving and receiving closeness from one another.

Yes, it’s indeed a nice word, “Union”. I like the idea that like everything good it has to be protected and to help us love each other ever a little more.
It’s nice to be able to say, “I’m a European. I am both myself and with the other. I am united.”
Because the European Union is not just an institution. It is the definition of a feeling. It’s the declaration of a feeling. The European Union is all of us united. With every day.”

documentario con intervista con Ezio Bosso su Rai 3 dal 2017

for further interest:
1) The Pathetics of Tchaikovsky: https://www.raiplay.it/video/2019/12/che-storia–la-musica-Ezio-Bosso-Cajkovskij-4a49bbfc-6846-4403-85f6-ba39831fa470.html
2) Beethoven’s Fifth and Seventh: https://www.raiplay.it/video/2019/06/La-Quinta-e-la-Settima-di-Beethoven—Che-storia-e-la-musica—Ezio-Bosso—09062019-e2413897-d56c-4d80-98ba-4305b60de3ac.html
3) Col Margherita – 13 July 2011 https://www.youtube.com/watch?v=aPR0TdCWW4g
4) Concert for the earth https://youtu.be/p6zFjGg4zyo
Clouds, The mind on the (Re)Wind https://youtu.be/pEB_3cxzKv8?list=PLy6TqSc6l8JFBZF_ATPiTP9sBSKY0yDn9
5) Harmony in kind https://youtu.be/vpY4YDcBcGU
6) Nature is a great experimenter https://youtu.be/zAZ8GVDxWnY

One thought on “Riflessioni sul pensiero di un Artista – Ezio Bosso

  1. Meraviglioso in un momento in cui la parola “distanza sociale” e’ tanto di moda,quanto la musica,l’ arte e le persone come Bosso
    e Gandhi possano farci sentire tutti vicini e parte di uno stesso Viaggio. Grazie per le belle riflessioni

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