Riflessioni sul pensiero di un Artista 
- Giuliana Consilvio

articolo di Piervittorio Ranalletti, dott. ing.

Non sono un critico d’Arte ed ho incontrato Giuliana Consilvio solo un paio di volte, alla mostra “Sguardi interrogativi” che ella fece a Cassina dé Pecchi (Milano) nell’Ottobre 2019 e quando venne in Val di Fiemme per preparare la sua Mostra alla Casa Gialla, e quindi non la “conosco” se non attraverso le sue opere che mi hanno “emozionato” profondamente.

Non vedo le opere d’Arte con l’occhio del “Competente” ma con quello dell’”Amante” dell’Arte; mi piace leggere nelle opere dell’Artista le Emozioni che aveva dentro quando ha creato l’Opera e che ha voluto trasmettermi, più del suo significato razionale.

Il quadro che si evince dai suoi lavori, i Dipinti, le Incisioni, le Ceramiche, le Sculture in creta e i “Fogli Scultura”, è anzitutto segno della grande fantasia creativa della Consilvio, della sua capacità di osservazione del mondo e degli stati d’animo della gente.

La sua naturale curiosità la porta a sperimentare le più svariate tecniche, come se per lei sia necessario, per riuscire a trasmettere il messaggio che desidera comunicare, esprimersi in modi differenti a secondo del tipo di soggetto.

L’impegno sociale caratterizza significativamente l’attività della Consilvio che, con i suoi lavori pone i problemi, li descrive in modo impressivo e ci porge la sua posizione etico-morale non in modo esplicito ma, da artista, tramite la trasparenza delle sue emozioni.

Lei vive intensamente le dinamiche dei nostri giorni con un interesse particolare per le Persone, e per l’Ambiente che la circonda.

Le Persone sono viste e rappresentate in modo “crudo” con tratti netti (tecnica caratteristica dell’incisione nella quale ella è maestra), con le loro inquietudini, i loro vizi, le loro difficoltà esistenziali con una grafica volutamente deformante, i volti sono quasi mai raffigurati nella loro interezza, le dita sono contorte, gli arti scomposti, quasi a voler indicare quale è il risultato finale delle loro debolezze. Anche il motivo ricorrente del fumo delle sigarette, gli sguardi tristi, non c’è un viso sereno, manca il sorriso, come se i personaggi descritti non avessero speranza per loro futuro. Mi viene da pensare che l’Artista descriva questa realtà, ma che da essa rifugga, che la condanni come abnorme come “non armonica” e così riesce a coinvolgere l’osservatore creando in lui le medesime emozioni.

Per contro l’Ambiente oggetto del suo interesse, che è soprattutto quello della campagna, della bassa milanese con i suoi filari di gelsi, i suoi campi solcati dall’aratro, le sue cascine in rovina (abbandonate ?), è descritto in modo elegiaco. Anche nella tecnica si percepisce questo diverso approccio; qui le tinte sono sfumate, i contorni non definiti, tutto è imbevuto di serenità e di tranquillità come a indicare un luogo dove rifugiarsi al riparo dallo stress della farraginosa vita della città.

Filmato realizzato da Giuliana Consilvio “Dentro il segno: città e natura” (1990)
“La realtà non è solo colore ma linee e forme; è la linea che presiede alla nascita delle forme, le circonda le fa sbocciare come vegetali. Commento, traduco la realtà, per comunicare poeticamente l’esteriore e l’interiore, col mio linguaggio pittorico e plastico.”

Dove la Consilvio raggiunge, a mio parere, i suoi massimi livelli artistici è nei suoi “Fogli”, vere e proprie “Sculture di Carta”, dove, con il controllo dell’intero processo di produzione, a partire dall’impasto della cellulosa, l’artista esprime le sue “emozioni” in un modo semplice, diretto, senza l’esigenza di passare attraverso l’immagine.

Nei suoi “Fogli”, l’Armonia regna sovrana, nella pulizia del tratto, nella raffinatezza della composizione e soprattutto nella fantasia che dimostra nel creare forme appunto armoniche.

Giuliana Consilvio “Gelsi di Lombardia” (FoglioScultura)

Mi sembra quasi che l’Artista dopo avere sperimentato le varie tecniche di espressione (pittura, incisione, scultura in creta, ceramica) abbia poi sintetizzato tutta la sua esperienza in questa tecnica (che non avevo mai visto prima!) che sublima la forma lasciando all’osservatore la libertà di interpretazione dettata dalle sue emozioni.

In ciascuno di questi “Fogli” dai margini irregolari, in qualche caso gualciti, di sagoma e dimensioni differenti, sembra, a volte, di scorgere infatti un relitto appartenente a un mondo che ormai non esiste più. Mentre ciò che vi è impresso (con il rilievo, con il colore, con il segno grafico) viene a spalancare degli spazi inattesi, a rivelare inedite armonie.

Per approfondire:
http://www.consilvio.it

Reflections on the thought of an Artist – Giuliana Consilvio

an article by Piervittorio Ranalletti, dott. ing.

I’m not an art critic and I only met Giuliana Consilvio a couple of times, at her exhibition “Sguardi interrogativi” in Cassina dé Pecchi (Milan) in October 2019 and when she came to Val di Fiemme to prepare her exhibition at the Casa Gialla, so I don’t “know” her except through her work that moved me deeply.

I don’t look at art with the eye of the “competent” but with that of a “lover” of art; I like to read in the artwork the emotions that the artist lived while he was creating it and that he wanted to transmit to me, more than its rational meaning.

The content that can be seen in her works, her paintings, engravings, ceramics, clay sculptures and her particular “Sculpture Sheets”, is above all a sign of the great creative imagination of Giuliana Consilvio, of her ability to observe the world and the moods of the people.

Her natural curiosity leads her to experiment with a wide variety of techniques, as if it were necessary for her to convey her message by expressing herself in different ways depending on the type of subjectmatter.

Social commitment significantly characterizes the activity of Giuliana Consilvio who, with her works, adresses problems, describes them impressively and presents us with her ethical-moral position not in an explicit way but, as an artist, through the transparency of her emotions.

She’s intensely emotionnally involved in the dynamics of our days with a particular interest in people, and in the environment that surrounds her.

The People are seen and represented in a “raw” way with sharp strokes (with a particular engraving technique of which she has mastered), with their anxieties, their vices, their existential difficulties with deliberately deforming graphics, the faces are almost never depicted in their entirety, the fingers are twisted, the limbs decomposed, almost as if to indicate what is the final result of their weaknesses. Even the recurring motif of cigarette smoking, the sad looks, there is not one serene face, no smiles, as if the characters described had no hope for a future. I think that the artist describes this reality, but that she – at the same time – escapes from it, that she condemns it as abnormal or “non-harmonic” and thus manages to involve the observer by creating the same emotions in him.

On the other hand, Giuliana Consilvio has a particular interest in environment, especially the countryside of lower Milan, with its rows of mulberry trees, its fields furrowed by the plough, its farmsteads in ruins (abandoned?), which she depicts in an elegiac way. Even within the technique you can perceive this entirely different approach: here, the colours are blurred, the contours undefined, everything is imbued with serenity and tranquility as if to indicate a place to take refuge, away from the stress of the hectic city life.

Where Giuliana Consilvio reaches, in my opinion, her highest artistic levels is with her so-called “sheets” (Fogli) or “paper sculptures”, where she controls the entire production process by starting from the pulp… Here the artist expresses her “emotions” in a simple, very direct way, without the need to use an image.

In these “sheets”, harmony reigns supreme, in the cleanliness of the stroke, in the refinement of the composition and above all with the great imagination with which she creates harmonic forms.

Giuliana Consilvio “Ritratto come metafora” (FoglioScultura)

It almost seems to me that the artist, after having experimented the various techniques of expression (painting, engraving, clay sculpture, ceramics) has then synthesized all her experience in this new technique (which I had never seen before!) that sublimates the form leaving the observer the freedom of interpretation dictated by his emotions.

In each of these “Sheets” with irregular margins, in some cases with different shapes and sizes, it seems that one can see at times a sort of wreck belonging to a world that no longer exists. While what is printed on it (with the relief, with the colour, with the graphic sign) opens up unexpected spaces, revealing previously unknown harmonies.

For more information:
http://www.consilvio.it

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