Ritorno alle Origini

articolo di Veronica De Martin Pinter

Di recente un lutto familiare mi ha portata a tornare a casa per un po’. Nello stordimento iniziale per essere in un contesto a cui non sono più abituata, mi sono resa conto di una cosa banale ma allo stesso tempo illuminante. Esiste davvero un “nido” o piuttosto tutto il mondo è paese e lo star bene qui o lì dipende solo da noi stessi? Bè in questo stand by forzato in cui anche emotivamente mi sono messa in gioco, la vita ha risposto a questa domanda.

C’è un detto: “il fiume man mano che avanza nella sua corsa si intorbidisce e si inquina. Impariamo a tornare sempre alle sorgenti della nostra fanciullezza”. E così ho fatto. Ecco che casa, non è il posto in cui ho le mie cose, le mie abitudini, la mia famiglia, il mio lavoro. Tutto ciò crea solo attaccamento e l’attaccamento modifica il corpo, le emozioni, la maniera di vedere le cose. Ho dovuto tornare alle origini, ai luoghi della mia infanzia per vedere chiaramente che, la fatica iniziale nel lasciare il mio “nido”, ha poi lasciato il posto all’entusiasmo dell’esplorazione di nuove realtà.

E tornata al luogo che consideravo il più bello al mondo, l’ho potuto ammirare con occhi distaccati e vedere che c’è solo una cosa qui che mantiene il suo fascino immutato: la Natura. Lei è L’Unica che in ogni luogo e in ogni contesto rimane immutata e serena. Per quanto riguarda noi uomini invece abbiamo la capacità di essere insofferenti ovunque e, al momento, abbiamo pure la scusa buona che con “questo covid la vita fa schifo”.

Il problema vero non sono le pandemie, le malattie, le truffe o le catastrofi; il problema vero siamo noi che, ligi nel rispettare le regole, anche le più insensate che ci vengono imposte, ci dimentichiamo di rispettare le regole della Vita! Poche ma chiare: avere uno scopo o una missione ed essere felici! Vedo ovunque tante persone che corrono e lavorano tante ore e guadagnano quattro soldi e poi le guardo in volto. Sono felici? No, la maggior parte di loro non lo sono e questo perché sono lontane da casa; la loro vera casa, cioè quella bussola interiore che ti indirizza verso la realizzazione dei tuoi talenti. Quella sensazione di benessere che ti da il percorrere la tua strada. Quel senso di pienezza e gratitudine per le piccole cose che la vita ti regala. Questo è il vero ritorno alle origini; il posto dove siamo cresciuti è solo una tappa della nostra vita, ma possiamo sempre attingervi per ritrovare un po’ di quel fanciullesco buon senso che non abbiamo più.

(Buon ritorno a casa caro nonno… quella vera)

Back to the origins

article by Veronica De Martin Pinter

Recently a family bereavement made me return back home for a while. In the initial dizziness of being in a context to which I am no longer accustomed, I realized something trivial but at the same time enlightening: Is there really such a thing as a “nest” or is it rather in the whole world that me can make ourselves feel at home and thus, finding well-being depends ultimately on ourselves? Well, by the way that I found a new home by emotionally putting down roots in another place, life has answered this question to me.

There is a saying: “the river becomes clouded and polluted as it advances in its course. However we can learn to always return to the sources of our childhood”. And so did I. Home is not the place where I have my things, my habits, my family, my work. All of these only create attachment and attachment changes the body, the emotions, the way of seeing things. I had to go back to my origins, to the places of my childhood to see clearly that the initial fatigue in leaving my “nest”, finally gave way to the enthusiasm of exploring new realities.

And having returned to the place that I had always considered the most beautiful place in the world, I could admire it this time with detached eyes and see that there was only one thing here that maintains its charm unchanged: Nature. She is the only one who in every place and in every context remains unchanged and serene. As for us humans, on the other hand, we have the ability to be impatient everywhere and, at the moment, we also have the good excuse that with “this covid” life sucks.

However, the real problem is not pandemics, illnesses, scams or catastrophes; the real problem is us, who, in respecting the rules, even the most senseless ones imposed on us, forget to respect the rules of Life! There are only a few but they are quite clear: have a purpose or a mission and be happy! I see everywhere so many people who run and work so many hours and earn so much money and then I look them in the face. Are they happy? No, most of them are not, and this is because they are far from their home; the true home, that inner compass that directs you towards the fulfilment of your talents. In the end it is the feeling of walking your own path that will give you the feeling of well-being. That sense of fullfilment and gratitude for the little things that life gives you. This is the true return to the origins; the place where we grew up is only a stage of our life, but we can always draw from it to find some of that childlike common sense that we have lost along the way.

(Happy homecoming, dear grandfather… the real one)

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